Ogni comunità ha le sue regole e mode. Quella dei bloggers sembra essere, al momento, di chi ha il template più impervio. Ovvero sembra dirti il proprietario - se non navighi con fibra ottica o adsl, ti voglio, per un mio impulso tutto da psicoanalizzare, vedere col computer fatto a pezzi.
Giù dunque con foto in formato poster pubblicitario, con lunico scopo di essere estetici, stando al gusto del titolare, naturalmente.
Già, il gusto del titolare. E qui per la sociologia moderna si apre tutto un nuovo mondo da esplorare: vampiri giganti, cartoni giapponesi, gattini sonnolenti e bastoncini da shushi - rigorosamente in formato jumbo - vi guardano storti dai sfondi color nero satanico, bianco caffelatte o, e questo è impareggiabile, color fucsia evidenziatore. Per cui se rimante un paio di minuti in più sul sito, i vostri parenti inizieranno a sospettare che fate uso di droghe leggere.
Unarte a se stante, ma non meno piacevole, è la scelta cromatica dei caratteri, con i quali poi si andrà a distribuire nel mondo i propri pensieri. Tabù il caro, vecchio Nero, si spazia dal grigiolino chiaro, al verdino acqua, al rosa, giallo canarino, e tutto quello che passa per la mente, con solo un unico comandamento: che sia un colore chiaro su uno sfondo chiaro, scuro su uno sfondo scuro. Cosi non si riesce a leggere.
Se poi lautore ha impostato, come sopra, un bel rosa fucsia come colore dello sfondo state certi che userà un verde acceso per i caratteri. Il risultato non va fissato per più di venti secondi, altrimenti i vostri parenti si convinceranno, e questa volta definitivamente, di avere un figlio tossicomane.
Ottima la sound track dei blog moderni. Il timido midi ha ceduto passo a mastodontici mp3 da sette megabyte ciascuno. Lmp3 devessere per forza di ispirazione socialista: pianta tutti, fibra ottica o connessione analogica checchessia. Questo è democratico.
Se lautore è provvisto del buonsenso di usare un midi, la sua scelta musicale andrà a parare o su un polpettone che vi turberà: inizierete a piangere, a pensare e ricordare: la vostra infanzia, i vostri sogni, le fantasie, quello che eravate, quello che siete diventati, dove state andando; manderete allora tutto in quel paese, vi stenderete nellerba a fissare le stelle o a correre scalzi sotto la pioggia. Probabilmente il vostro capo vi licenzierà.
Oppure su un pezzo hard rock elettronico di ultima generazione, che vi accelererà pericolosamente il battito cardiaco, lasciandovi solo la speranza che, in fondo, il bypass è stato progettato per resistere a peggio.
Un unico consiglio: navigate con le casse spente. Anche in questo blog.